Il periodo che stiamo affrontando, di forte emergenza medica e sanitaria, mette ognuno di noi di fronte a dure prove di sopravvivenza psicofisica: l’esperienza della paura del contagio, della paura dei sintomi e della malattia, del timore che noi e i nostri cari possiamo essere vittime e/o veicoli di un morbo che non conosciamo abbastanza, che non possiamo controllare, la percezione di non avere sufficienti armi o barriere fisiche e psichiche che ci rendano “immuni” a tale diffusione. La situazione che stiamo affrontando è unica nel suo genere: un tempo sospeso, fermo, fatto di attese e di pretese, vuoto di concreto e pieno di senso, paralizzato, in qurantena, non capito, non previsto, nuovo, incomprensibile, temibile.
L’emergenza Covid-19 pone l’Italia di fronte a sentimenti di angoscia, persecuzione, ansia, ritiro sociale e relazionale, sentimenti di vuoto. Questo non lo fa solo il virus, lo fanno anche le, lecite, prescrizioni e ordinanze che sono state necessariamente messe in atto in questi ultimi giorni. L’assenza di un confronto relazionale e la percezione di isolamento, inserite in un clima di preoccupazione e agitazione collettiva, possono provocare stati di ansia e agitazione poco gestibili, tantomeno da soli.
La possibilità di confrontarsi, sfogarsi, relazionarsi con uno specialista che sia inserito nello stesso periodo storico e collettivo e che possa comprendere tali difficoltà e dargli un senso, può essere una modalità di fronteggiare tale stato di malessere e di difficoltà, specie in un momento di forzato isolamento relazionale.
Il Supporto Psicologico Telematico consente di costruire una relazione contenitiva e comprensiva a distanza: essa avviene attraverso il supporto telematico delle piattaforme Skype o Whatsapp. Ha la durata di circa quarantacinque minuti e ha l’obiettivo di fornire sostegno psicologico a chi sta affrontando un momento di difficoltà. La consulenza telematica segue i medesimi protocolli riguardanti la Privacy e il trattamento dei dati personali utilizzati in studio.

