Il passaggio dalla pubertà all’adolescenza non è mai facile poiché esso implica delle trasformazioni e dei cambiamenti fisici e psicologici che hanno delle conseguenze significative sulla vita intima e relazionale del giovane: il corpo va trasformandosi velocemente mettendo in evidenza delle disarmonie con lo sviluppo psicologico e cognitivo. È come se si diventasse velocemente grandi nel corpo, restando piccoli nella psiche!
Il normale sviluppo fisico infatti non va di pari passo con la crescita mentale e psicologica, poiché le due possiedono diverse tempistiche e momenti. La componente fisica e organica è inarrestabile, essa si basa infatti sul normale sviluppo biologico, e dipende dallo stimolo ormonale ed endocrino che viene attivato e manifestato proprio in questo periodo di sviluppo; esso è un processo di crescita biologicamente e ontogeneticamente predeterminato, che si presenta “improvvisamente” nel percorso di vita individuale. Il giorno prima si è bambini, il giorno dopo invece si scoprono cambiamenti corporei significativi, che sconvolgono completamente ciò che era conosciuto fino a quel momento.
La crescita psicologica ed emotiva, invece, dipende spesso da vari altri fattori non solo biologici, ma anche personali, culturali, familiari e soprattutto esperienziali. Perché un giovane adolescente si riconosca in questo particolare momento di vita, infatti, è necessario che faccia esperienza di che cosa significa essere adolescenti. La ricerca di una maggiore autonomia rispetto alla famiglia, il bisogno di condividere lo spazio e il tempo con i pari piuttosto che con gli adulti, la tendenza al patimento e alla sensibilità, la scoperta della sessualità, sono tutte esperienze sperimentate in adolescenza, che la rappresentano e che la strutturano.
La crescita psicologica quindi non avviene in maniera immediata e automatica come quella fisica, ma si sviluppa anche a partire dagli stimoli ambientali e sociali con i quali l’adolescente entra in contatto (e in conflitto). Allo stesso tempo, lo sviluppo psicologico ed emotivo e quello corporeo e fisico sono tra di loro complementari e si stimolano e influenzano reciprocamente, ed è impossibile comprendere quale dei due inizi a svilupparsi prima.
L’adolescenza può essere considerata quindi come quel particolare momento della vita in cui l’individuo percepisce l’estremo aggrovigliarsi di eventi psicologici ed emotivi, che trasmettono contemporaneamente il piacere e la paura di essere artefici e padroni del proprio destino.
L’età adulta potrà essere raggiunta quando si sarà in grado di costruire e costruir-si un’identità dotata di senso, orientata alla progettualità. Questo periodo della vita è caratterizzato dalla messa in discussione dei valori e delle credenze familiari più significativi, all’interno di un continuo movimento trasformativo caratterizzato da progressione e regressione, oltre che da conversioni e rotture.
L’adolescenza dunque viene considerata come un processo evolutivo in cui l’individuo è chiamato a superare una serie di eventi critici, che producono spesso stress e frustrazione. Nell’affrontare l’evento critico l’adolescente risponde spesso con una disorganizzazione psicologica temporanea, il cui superamento sarà un punto di partenza ideale per la nuova identità che si sta formando.
Le trasformazioni corporee, i cambiamenti sessuali, la delineazione di un ruolo all’interno dell’ambiente familiare e sociale, l’acquisizione di competenze nuove per la stabilizzazione dell’identità, sono compiti evolutivi che debbono essere superati correttamente dal giovane per consentirgli di compiere al meglio il passaggio alla fase successiva del suo percorso di vita, l’adultità.

