Sostegno Psicologico al Bambino Cieco o Ipovedente: un’occasione di stimolazione e sviluppo sensoriale ed emotivo
Nel mondo del bambino la sensorialità rappresenta la prima modalità di conoscenza del mondo:
attraverso i sensi (vista, udito, olfatto, tatto e gusto) il bambino si rapporta agli oggetti e alle persone e le sperimenta, conoscendole e creando percezioni e memorie di ciò che ha vissuto.
Nella sua vita i sensi rappresentano quindi il primo mediatore tra il corpo, la psiche e la mente del bambino, che consentono di trasformare l’esperienza concreta in vissuto emotivo.
Per un bambino cieco o ipovedente l’assenza della vista può rappresentare un ostacolo non indifferente in
questa sperimentazione: l’utilizzo degli altri sensi ( definiti sensi vicarianti perché “vicariano” e sostituiscono la vista) può essere di fondamentale importanza per favorire non solo l’esplorazione e la conoscenza ma anche lo sviluppo del mondo interno.
Più il bambino si fa grande, maggiori saranno gli stimoli da lui percepibili e riconoscibili se è stato adeguatamente sollecitato, avendo lui anche un discreto bagaglio di conoscenze ed esperienze che gli consentono di comprendere e decodificare quella stimolazione.
Costituire questo bagaglio mnemonico ed esperienziale è di fondamentale importanza anche quando il bambino cieco si troverà a confrontarsi con altri bambini e a relazionarsi con loro.
In questa circostanza il maggiore tempo dedicato alla esplorazione e alla conoscenza di oggetti e alla comprensione, potrebbe provocare sentimenti di frustrazione, rabbia e abbassamento dell’autostima nei bambini ciechi o ipovedenti, perchè, a confronto con i pari, avranno bisogno di maggiori ausili per raggiungere lo stesso
obiettivo.
Può risultare inoltre difficile fornire al bambino cieco o ipovedente un’adeguata stimolazione, che consenta lo sviluppo di tutte le funzioni neuronali, emotive e relazionali e quindi la costituzione di un adeguato bagaglio esperienziale.
Il percorso di sostegno psicologico rivolto a bambini ciechi o ipovedenti ha la funzione di stimolarli, attraverso percorsi sensoriali, stimoli relazionali e scambi verbali, a creare sempre di più una connessione tra mondo esterno e mondo interno, favorendo la costruzione di un pensiero e di una “teoria” sugli accadimenti e le cose che succedono, oltre che aiutare i bambini a elaborare e dare un senso, e prendere consapevolezza delle esperienze loro accadute.
Tale obiettivo può essere raggiunto attraverso un’adeguata stimolazione sensoriale, un’alfabetizzazione emotiva ed una relazione di ascolto e sostegno calda e accogliente.
Lo strumento principale del lavoro con i bambini ciechi è il gioco e la manipolazione di oggetti, oltre che l’ascolto di brani musicali, e la narrazione di fiabe e favole.
All’interno del percorso di sostegno psicologico destinato a bambini ciechi o ipovedenti sono parzialmente coinvolti anche i genitori: talvolta dentro la stanza, più spesso in incontri individuali di aggiornamento e scambio sull’andamento del percorso.
Il risultato prevedibile e auspicabile della terapia con gli bambini ciechi o ipovedenti è quello di favorire il loro benessere individuale, sostenendone il percorso di crescita, e fornendo loro degli strumenti utili ad affrontare il futuro percorso di vita.
